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Al Cardarelli la formazione internazionale sull’embolizzazione: tecnologia, competenze e innovazione al servizio dell’emergenza

21 settembre 2026 di
Al Cardarelli la formazione internazionale sull’embolizzazione: tecnologia, competenze e innovazione al servizio dell’emergenza
Staff

Due giornate di alta formazione internazionale portano al Centro di Biotecnologie dell’Ospedale Cardarelli di Napoli specialisti provenienti da Arabia Saudita, Turchia, Marocco, Slovenia e Polonia. Al centro del corso, l’embolizzazione, una procedura mininvasiva sempre più rilevante nella gestione delle emorragie acute provocate da traumi e lesioni interne.

Il percorso formativo affronta la tecnica a partire dai fondamenti fino agli aspetti legati alla sicurezza, alternando momenti teorici e sessioni pratiche. I professionisti coinvolti, già esperti nelle procedure di macroembolizzazione, hanno l’opportunità di approfondire le tecniche di microembolizzazione e di perfezionare le modalità di trattamento.

Dalla chirurgia tradizionale alle procedure endovascolari

L’embolizzazione consente di intervenire sui vasi sanguigni attraverso procedure endovascolari, evitando in molti casi il ricorso alla chirurgia open. Un approccio che può contribuire a ridurre i tempi necessari per il trattamento e a favorire un recupero più rapido del paziente.

Secondo i dati presentati nell’ambito dell’attività del reparto, negli ultimi cinque anni al Cardarelli sono state eseguite 3.088 procedure di embolizzazione, con una media di circa 517 interventi all’anno. Un’attività che si distingue anche per la presenza di una guardia attiva h24 dedicata all’embolizzazione in emergenza, unica realtà di questo tipo in Italia secondo quanto riportato dall’Unità.

A guidare il corso è Raffaella Niola, direttrice della Radiologia Vascolare e Interventistica, insieme agli specialisti Felice D’Antuono e Fabio Corvino. La formazione internazionale diventa così anche un’occasione di confronto tra competenze ed esperienze maturate in diversi contesti sanitari.

L’Angiosuite: quando diagnostica e intervento si incontrano

Un ruolo importante nell’attività del Cardarelli è svolto dall’Angiosuite, operativa da un anno all’interno del padiglione DEA. Si tratta di una sala ibrida che integra angiografo e TAC e permette di combinare le immagini dei vasi sanguigni con quelle di organi e strutture ossee.

Grazie a un sistema di modellazione tridimensionale, il medico può ottenere una rappresentazione estremamente dettagliata dell’anatomia del paziente e intervenire con maggiore rapidità. Un vantaggio particolarmente significativo nelle situazioni di emergenza, perché consente di completare il percorso diagnostico e terapeutico senza dover trasferire il paziente tra reparti differenti.

La tecnologia trova applicazione anche oltre la gestione delle urgenze. In ambito oncologico, ad esempio, può supportare l’identificazione precisa dei vasi interessati, guidare biopsie ad alta accuratezza e contribuire a rendere più rapidi i percorsi di cura e recupero.

Un centro di formazione con una vocazione internazionale

L’attività della Radiologia Vascolare e Interventistica del Cardarelli non si limita alla pratica clinica, ma si estende alla formazione di professionisti provenienti da diversi Paesi europei e internazionali.

Attraverso le borse di studio promosse dalla CIRSE – Cardiovascular and Interventional Radiological Society of Europe, professionisti selezionati possono frequentare l’Ospedale per periodi compresi tra uno e sei mesi, partecipando a percorsi teorici e pratici dedicati all’embolizzazione.

Il corso rappresenta quindi un ulteriore tassello di un modello in cui competenze specialistiche, tecnologie avanzate e formazione internazionale si incontrano per affrontare una delle sfide più delicate della medicina d’urgenza: intervenire in modo tempestivo e sempre più preciso quando ogni minuto può fare la differenza.

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