KIRANET People – 5 minuti con… Antonio Copetti, dove la logica incontra la musica

31 marzo 2026 di
@kiranet.it

Ci sono colleghi che non si limitano a far avanzare i progetti, ma contribuiscono a costruire un equilibrio più ampio: tengono insieme persone, responsabilità e relazioni con una naturalezza rara. Professionisti solidi, precisi, competenti, che portano però con sé anche una dimensione umana fatta di ascolto, valori e presenza. È in questo spazio, tra ruolo e persona, che la nostra rubrica “KIRANET People – 5 minuti con…” si ferma ogni settimana per raccontare storie autentiche di vita e lavoro.

Questa volta incontriamo Antonio Copetti, sviluppatore, già pienamente inserito all’interno della Software Development Unit. Fin da subito ha dimostrato entusiasmo, disponibilità e spirito di collaborazione, contribuendo in modo concreto al lavoro del team e integrandosi con naturalezza nel gruppo di colleghi. Un profilo tecnico solido, accompagnato da un atteggiamento positivo e partecipativo che ha reso il suo inserimento rapido e armonioso.

Di seguito, le sue parole.

“Fuori dall'ufficio sono praticamente ciò che ogni giorno vedono i miei colleghi: una persona estremamente spontanea, allegra e con una profonda passione per la musica, che rappresenta il mio spazio naturale. Appena riesco mi lascio andare al piano. Mi piace prendermi del tempo per le cose semplici, ma ho sempre mille idee e progetti in testa. Cerco costantemente un equilibrio tra creatività e tranquillità”.

Cosa fai quando hai bisogno di resettare?

“Mi siedo al pianoforte e inizio a suonare. È il modo più naturale che ho per staccare, rimettere ordine ai pensieri”.

Preferiresti avere più tempo o più energia?

“Direi più energia. Averne di più mi permetterebbe di portare avanti tutte le cose che ho in mente con più costanza”.

Un lato di te che vuoi coltivare di più?

“La disciplina. Ho tante passioni e idee, ma vorrei essere più costante per trasformarle in risultati concreti”.

Cosa meriterebbe più attenzione nella tua vita?

“Probabilmente il tempo dedicato a me stesso, senza distrazioni. Ritagliarmi più momenti di qualità per ricaricarmi davvero”.

Cosa stai rimandando e perché?

“Alcuni progetti personali legati alla musica e non. Li rimando un po’ per pigrizia e un po’ perché tendo a riempire le giornate di altre cose”.

Un posto dove torneresti sempre?

“Davanti a un pianoforte. È uno di quei pochi posti dove mi sento completamente a mio agio”.

Racconta un piccolo momento recente che ti ha fatto sorridere.

“Potrei raccontarne diversi: dai colleghi che vengono ad ascoltarmi suonare, fino alla notizia di un mio caro amico e di sua moglie in attesa di un bambino”.

In un equilibrio continuo tra pensiero e azione, tra tecnica e sensibilità, emerge il ritratto di una persona che sta costruendo il proprio percorso con autenticità e curiosità. E forse è proprio qui che il lavoro incontra la vita: quando ciò che siamo fuori dall’ufficio trova spazio, in modo naturale, anche dentro ciò che facciamo ogni giorno.

 

 

 

(L'intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio)


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