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KIRANET People: 5 minuti con… Leonardo Lattuca: il tempo delle cose che contano

15 settembre 2026 di
KIRANET People: 5 minuti con… Leonardo Lattuca: il tempo delle cose che contano
Staff

Non tutto si mostra al primo sguardo. Ci sono persone che hanno bisogno di qualche momento in più per sentirsi a proprio agio, per lasciarsi conoscere e per mostrare quella parte di sé che all'inizio rimane un po' più in disparte. E forse è proprio nel tempo che si prendono per osservare, riflettere e costruire relazioni che si trova il modo migliore per conoscerle davvero.

Leonardo Lattuca, 24 anni, è ingegnere biomedico con una laurea magistrale in Ingegneria Clinica. Il suo percorso in KIRANET è iniziato come Support Specialist presso l'ASL Napoli 2 Nord, un'esperienza che gli ha permesso di entrare direttamente in contatto con il mondo sanitario e di confrontarsi con le esigenze di chi lavora ogni giorno sul campo. Dopo un anno, per lui si apre una nuova fase: il passaggio al ruolo di Analyst, da affrontare con la curiosità di chi sa di avere ancora molto da imparare.

Il nuovo impegno arriva così, mentre Leonardo continua a coltivare ciò che lo fa stare bene anche fuori dal lavoro: lo sport, i viaggi, le persone a cui vuole bene e quei momenti in cui può semplicemente staccare.

Per conoscerlo davvero, però, bisogna lasciare per un momento l'azienda e seguirlo nella sua quotidianità.

“Fuori dall'ufficio mi piace tenermi attivo, ma anche concedermi momenti di relax totale. Mi piace stare con le persone a cui voglio bene, ridere, viaggiare e dedicarmi alle mie passioni. Faccio molto sport e, se ho voglia di staccare, mi piace guardare un buon film o semplicemente rilassarmi”.

Quando hai finalmente un momento tutto per te, qual è la prima cosa che fai?

“Probabilmente riflettere. Quando sono da solo metto in ordine i pensieri e mi concentro con calma, senza la fretta di passare subito al momento successivo”.

C'è un posto che riesce sempre a cambiarti l'umore, anche dopo una giornata no?

“Il mare o la piscina. Non importa quante volte ci vado, ma riescono a cambiarmi subito l'umore. Sono posti in cui riesco a staccare davvero da tutto”.

Qual è una cosa di te che le persone scoprono solo dopo averti conosciuto meglio?

“Che sono più tranquillo e alla mano di quanto posso sembrare all'inizio. Ho bisogno di un po' di tempo per entrare in confidenza, ma poi tendo a essere molto più ironico e spontaneo”.

Come sarebbe la tua cena ideale?

“Con tutte le persone con cui posso essere completamente me stesso, senza dover pensare a cosa dire. Non può mancare del buon cibo e soprattutto zero fretta di alzarsi da tavola”.

Se dovessi scegliere un oggetto che racconta una parte importante della tua storia, quale porteresti con te?

“Sicuramente un paio di occhialini da nuoto. Sono un oggetto semplice, ma rappresentano una parte importante della mia vita: anni di allenamenti, disciplina, sacrifici e ogni tanto qualche soddisfazione”.

Quando capisci che di una persona puoi davvero fidarti?

“Quando vedo che posso contare su quella persona, anche nelle piccole cose. Per me la fiducia si costruisce più con i piccoli gesti e con la costanza che con le grandi promesse”.

Che cosa significa per te essere una vera squadra?

“Sentire che ognuno porta qualcosa di diverso, ma che si lavora tutti nella stessa direzione. Una vera squadra è quella in cui puoi contare sugli altri, ma anche sapere che gli altri possono contare su di te”.

Nel racconto di Leonardo c'è una parola che torna, anche senza essere pronunciata direttamente: tempo. Il tempo per capire, per entrare in relazione, per allenarsi, per costruire fiducia. E anche il tempo necessario per trasformare un'esperienza in qualcosa da cui ripartire.

Il passaggio dal ruolo di Support Specialist a quello di Analyst rappresenta proprio questo: non un punto e a capo, ma un nuovo capitolo che nasce da ciò che è stato costruito nel primo anno di lavoro. L'esperienza sul campo diventa così parte del bagaglio con cui affrontare una nuova sfida, portando con sé curiosità, competenze e la voglia di continuare a crescere.

E c'è un'altra idea che emerge dalle sue risposte e che forse racconta bene anche il significato di lavorare insieme: ognuno può avere qualcosa di diverso da portare, purché sappia dove sta andando la squadra.

Leonardo è pronto a cominciare questa nuova esperienza. Con un nuovo ruolo, nuove cose da imparare e, probabilmente, ancora qualche momento da dedicare al mare, allo sport e alle persone che contano.

Perché alcune cose hanno bisogno di tempo. E spesso sono proprio quelle che, alla fine, restano.

 

 

(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio)

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