KIRANET People: 5 minuti con… Pasquale Lombardi, tra “versione beta” e montagne innevate

5 maggio 2026 di
@kiranet.it

KIRANET People: 5 minuti con…” è lo spazio della Newsletter in cui i badge e le job title passano in secondo piano. Qui mettiamo a fuoco le persone: ciò che le appassiona, le fa sorridere, le fa staccare dal lavoro. In pochi minuti di lettura proviamo a restituire il lato più spontaneo e informale di chi, ogni giorno, contribuisce alla vita dell’azienda, spesso lontano dai riflettori.

In questo appuntamento incontriamo Pasquale Lombardi, ingegnere biomedico che, per conto di KIRANET, affianca e supporta il personale sanitario dei distretti dell’ASL di Benevento. La sua presenza quotidiana nei presidi medici e ambulatoriali è strategica per l’azienda: è uno dei punti di contatto diretti tra le nostre soluzioni digitali e chi le utilizza sul campo, in prima linea nei servizi alla cittadinanza.

Fuori dall’ambiente lavorativo, Pasquale si descrive così: “Se in ufficio sono preciso e affidabile, fuori divento un esperto del ‘proviamo’. Pianifico all’ultimo minuto e mi lancio in attività di cui scopro le bellezze mentre le sto già facendo.
Direi che fuori dall’ufficio sono la ‘versione beta’ di me stesso: meno aggiornamenti, qualche bug in più, ma decisamente più divertente.
Funziono bene con compagnia, musica e piani improvvisati anche se ogni tanto vado in modalità risparmio energia senza preavviso”.

Queste le sue risposte alle nostre domande.

Una canzone che potrebbe descrivere il tuo carattere.

Up Around The Bend" dei Creedence Clearwater Revival. È l'essenza della positività, il ritmo incalzante e il testo invitano a guardare oltre, verso un futuro luminoso e pieno di opportunità. Rappresenta chi affronta la vita con entusiasmo e invita sempre gli altri a unirsi al viaggio”.

La prima cosa che fai appena finisci di lavorare?

“La spesa veloce al supermercato: non prendo il carrello per comprare meno. Finisco poi a sfidare le leggi della fisica, giocando a Tetris con le braccia per arrivare al game over nel reparto biscotti”.

La cosa più inaspettata che ti è capitata lavorando qui?

“Direi la gestione degli imprevisti: lavorando in KIRANET per ASL Benevento ogni tanto succede qualcosa che non puoi prevedere, ma proprio lì imparo di più e mi rendo disponibile per risolvere i problemi”.

Qual è una decisione che ti ha cambiato più di quanto pensassi?

“Decidere di dedicare più tempo al mio benessere. Sembrava una cosa semplice, ma ha influenzato molto la mia positività, la concentrazione e anche il modo di lavorare”.

Se potessi “congelare” un momento della tua vita, quale sceglieresti?

“Sicuramente il periodo delle scuole superiori. È stato un tempo pieno di amicizie sincere e leggerezza, tra risate e giornate passate insieme agli amici. C’era una felicità e spensieratezza che difficilmente si ritrova dopo”.

Qual è una cosa che oggi non tolleri più come prima?

“Chi non ascolta gli altri perché pensa di sapere tutto. Ignorare le opinioni altrui non rende più importanti, ma limita il confronto e la condivisione di conoscenza”.

Un posto dove torneresti sempre?

“In montagna, tra laghi limpidi, parchi verdi, acque cristalline e tanta tanta neve.
Sedersi vicino a uno specchio d’acqua o passeggiare lungo sentieri immersi nel bosco mi aiuta a ritrovare equilibrio e serenità. Il fascino della montagna innevata, poi, nei periodi invernali è una delle cose che più mi entusiasmano: mi permette di sciare e vivere momenti unici a contatto con le bellezze della natura”.

Il racconto di Pasquale ci restituisce l’immagine di un professionista affidabile nei contesti sanitari e, allo stesso tempo, di una persona che rivendica la libertà di restare “in versione beta”: aperta agli imprevisti, all’improvvisazione, agli spazi di benessere personale.

È questo il cuore di “KIRANET People: 5 minuti con…”: dare voce a ciò che normalmente resta fuori dai verbali di riunione e dai documenti di progetto. Nelle prossime settimane continueremo a raccogliere storie, aneddoti e passioni di chi lavora in azienda, per vedere quanto la nostra comunità sia fatta non solo di competenze, ma anche di caratteri, percorsi e sguardi diversi sul mondo.




(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio) 



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