KIRANET People – 5 minuti con… Raffaele Lucca: quando la determinazione incontra la tecnologia

20 gennaio 2026 di
@kiranet.it

Dietro ogni progetto, ogni numero e ogni obiettivo ci sono persone con storie, passioni e abitudini che raramente emergono nel quotidiano. In “KIRANET People – 5 minuti con…” vogliamo andare oltre i titoli e i ruoli, scoprire chi siamo davvero, cosa ci muove e cosa ci rende unici. È un piccolo viaggio nel mondo personale di chi lavora con noi, fatto di curiosità, sorrisi e ispirazione.

Raffaele Lucca, DevOps e sviluppatore di software embedded, è uno di quei professionisti che trasforma la curiosità in innovazione. Sempre pronto a esplorare nuove tecnologie e strumenti, sa proporre soluzioni creative anche nelle situazioni più complesse. Ma oggi vogliamo scoprire chi è Raffaele fuori dall’ufficio.

“Quando non lavoro sono, da sempre, un atleta agonista. Lo sport ha scandito tutte le fasi della mia vita e continua a farlo ancora oggi, tra palestra, balli caraibici e corsa. Credo che più della motivazione siano la costanza e la disciplina a portare risultati concreti, ed è per questo che considero questa una mentalità vincente, anche nel lavoro”.

Se la tua vita avesse un sottotitolo, quale sarebbe?

“È l’ambizione che muove il mondo”.

La cosa più coraggiosa che hai fatto finora?

“La scelta di perseguire i miei sogni e fare ciò che sentivo davvero mio, fin dai tempi delle medie”.

Il tuo modo preferito di imparare qualcosa di nuovo?

“Parto sempre da un minimo di teoria, poi affronto subito problemi pratici. Quando incontro un limite, torno a studiare: capire come si applica ciò che si impara dà un enorme vantaggio”.

Il tuo “trucco segreto” per restare concentrato?

“Mi basta isolarmi con delle cuffie a cancellazione del rumore e un po’ di musica. Ascolto di tutto, dalla classica al rock e soul, passando per Gigi D’Alessio. Oppure aspettare che la stanza sia vuota. Se il problema è complesso, cammino finché non trovo la soluzione”.

Chi è il tuo eroe personale (reale o immaginario)?

“Mio padre, che fin da bambino mi ha mostrato come affrontare le difficoltà senza mai far mancare serenità alla famiglia. E, subito dopo, Iron Man”.

Una parola che usi troppo spesso?

“Che comunque… la uso per indicare che qualcosa non è poi così negativo come sembra”.

Cosa volevi fare da piccolo?

“Alle medie avevo già le idee molto chiare sul mio futuro. Alle elementari, invece, avrei voluto fare lo scienziato”.

Dietro ogni professionista ci sono curiosità, piccoli rituali e passioni che ne definiscono il carattere e le scelte. Con Raffaele scopriamo che disciplina, costanza e passione non appartengono solo allo sport o al lavoro: sono qualità che guidano ogni progetto, ogni sfida e ogni traguardo. Un promemoria che il vero successo nasce da chi sa coltivare ciò che ama, ogni giorno.

 

 

 

(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio) 


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