KIRANET People: 5 minuti con… Simona Cembrola, tra norme, Jägermeister e “Sex and the City”

23 giugno 2026 di
@kiranet.it

Ci sono colleghi che vivono tra sigle, norme, standard e capitolati… e poi la sera cambiano scenario: pigiami dei bambini, serie TV cult e un bicchiere di Jägermeister sul tavolo della cucina. È in questo equilibrio tra rigore e leggerezza che si inserisce la nuova puntata di “KIRANET People: 5 minuti con…”, lo spazio della newsletter che racconta il lato più personale di chi ogni giorno contribuisce alla vita dell’azienda.

Protagonista di questo appuntamento è Simona Cembrola, 42 anni, laurea in Biotecnologie Mediche e due Master in Quality Assurance e Regulatory Affairs per i settori cosmetico, medical devices e pharma. È Lead Auditor 9001 e 13485 e da circa otto anni si occupa di Quality Assurance e Affari Regolatori. Si considera fortunata, perché svolge un lavoro che le piace davvero.

Fuori dall’ufficio, Simona si racconta così: “Sono una moglie e una mamma di due splendidi bimbi di 10 e 5 anni. Trascorro il dopo lavoro con i miei piccoli, seguendoli anche nelle loro attività post-scolastiche, con la mia famiglia e qualche buona amica con cui chiacchierare ed essere spensierati per qualche ora (quando abbiamo il tempo di farlo)”.

Ecco cosa ci ha risposto nei canonici 5 minuti di conversazione.

Qual è il luogo in cui ti senti più a tuo agio?

“Sicuramente è casa, con la mia famiglia, frase banale e scontata, ma è così.
Sono a mio agio quando sono tra le mie quattro mura, la sera, con i bimbi a letto, un bicchiere di Jägermeister, una chiacchiera con mio marito e il resto del mondo fuori la porta”.

C'è un hobby che vorresti iniziare?

“In questo momento preciso l’unico hobby che vorrei iniziare è quello di riuscire a dormire un po' di più. Scherzi a parte, mi piacerebbe riprendere la danza che è sempre stata la mia passione”.

Una città che vorresti visitare e perché?

“Ci sono posti dove vorrei ritornare perché mi sono rimasti nel cuore, come ad esempio Londra e Bangkok. Una città che vorrei visitare è sicuramente New York, perché al di là della bellezza e dell’immensità di questa city, vorrei andare lì per visitare i posti dove è stata ambientata la mia serie TV preferita (casomai qualcuno si dovesse chiedere quale sia, è Sex and the City)”.

Qual è la cosa più insolita che hai fatto?

“Beh, questa proprio non la posso raccontare, ne va della mia reputazione.
Diciamo che la cosa più insolita che ho fatto è stata quella di girare per le strade di Valencia in un carrello della spesa con una specie di megafono urlando ‘Vota Antonio’ (dal film di Totò)”.

Qual è un consiglio che hai ricevuto e non hai mai dimenticato?

“Potrei fare una lista infinita, ma sicuramente il consiglio che ricordo sempre è quello che mia mamma ha ereditato da mia nonna e che mi ripete sempre: ‘Quel mese del calendario che non ti porta cose buone, buttalo via’. Ecco, questo è un consiglio che molto spesso metto in pratica per andare avanti e non focalizzarmi su quello che talvolta ti fa restare ferma”.

Quale app usi più spesso?

“Sicuramente quella della banca per pagare le spese. Ultimamente mi sto cimentando nell’utilizzo di app per creare video con foto, qualche volta navigo sui social (anche se mi definisco molto a-social). Sono un po' boomer da questo punto di vista (come dice sempre mio figlio)”.

Quale lavoro avresti fatto in un universo parallelo?

“Premesso che a me piace quello che faccio e penso che fare il lavoro che si ama sia oggi una gran fortuna. Ma sicuramente in un universo parallelo non avrei lavorato: avrei vissuto perennemente in vacanza senza far nulla, grazie a una grandissima eredità che mi avrebbe consentito tutto questo”.

Nel ritratto di Simona convivono il rigore del mondo quality & regulatory, la vita piena di una mamma che corre tra impegni e attività dei figli, e un’ironia leggera che passa per Totò, New York e i “mesi del calendario da strappare” quando non portano nulla di buono.

È proprio questo lo spirito di “KIRANET People: 5 minuti con…”: dare voce alle persone dietro i ruoli, ai loro riferimenti, alle frasi di famiglia che restano in testa, ai sogni paralleli (come quello di una vita in vacanza, a tempo indeterminato).
Nelle prossime puntate continueremo a raccontare colleghi e colleghe da prospettive diverse, per restituire tutta la ricchezza umana che ogni giorno contribuisce a costruire la comunità KIRANET.

 

 

 

(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio)


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