Ci sono colleghi che, oltre a far funzionare i progetti, riescono a tenere insieme persone, emozioni e responsabilità con naturalezza. Persone che lavorano con precisione e competenza, ma che portano con sé un’energia più profonda, fatta di valori, ascolto e presenza.
Nella rubrica “KIRANET People – 5 minuti con…” ci fermiamo proprio qui: su quel confine sottile tra il ruolo professionale e la persona, per raccontare storie autentiche che parlano di lavoro, sì, ma soprattutto di vita. Questa settimana incontriamo Teresa Toro.
Ingegnere biomedico, Teresa è uno dei punti fermi dell’Area Delivery, oltre a essere coordinatrice del progetto che vede coinvolta l’ASL Napoli 2 Nord. Grazie alla sua apprezzata dedizione e alla sua esperienza nel settore, assicura che il progetto, gestito sapientemente, proceda secondo i tempi stabiliti, permettendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
“Fuori dall’ufficio sono mamma e moglie a tempo pieno. Ho due bambini, Andrea e Aurora, a cui dedico ogni momento libero, consapevole che il tempo condiviso è un dono prezioso e irripetibile. Insieme al loro papà cerchiamo di costruire ricordi felici, capaci di accompagnarli e sostenerli nel loro percorso di vita”.
Abbiamo chiesto a Teresa di raccontarsi attraverso alcune domande, lasciando emergere il suo lato più personale.
Una cosa che ti rende davvero felice, anche nelle giornate no?
“Il pensiero che qualunque cosa accada durante la giornata, qualsiasi cosa possa non andare nel verso giusto, al mio rientro a casa ho due figli e un marito meravigliosi ad attendermi”.
Il tuo modo personale di gestire lo stress?
“A volte fatico molto a gestire lo stress, anche perché ho una vita che reputo abbastanza impegnativa. Però quando sento di dovermi scaricare un po’, amo isolarmi, anche solo per cinque minuti (tempo massimo consentito), ascoltando musica con le cuffiette e lasciandomi andare a pensieri felici”.
Una cosa che hai imparato osservando gli altri.
“Che non bisogna pensare sempre che sia tutto o bianco o nero, ma che ci sono tante sfumature da poter considerare”.
Dove vai con la testa quando hai bisogno di staccare?
“A Sapri (in realtà non ci vado solo con la testa). È il luogo in cui ho sempre trascorso le mie vacanze in famiglia, da quando sono nata ad oggi. È il luogo che racchiude i miei ricordi più sereni”.
Se dovessi descrivere il tuo carattere con un oggetto, quale sarebbe?
“Un falò. Sa scaldare chi gli sta intorno, offrendo conforto, presenza e un senso di sicurezza naturale. La sua energia è viva, pulsante: non resta mai tiepida, perché quando prova qualcosa lo fa con intensità. Ha bisogno di aria e spazio: se soffocato si spegne. Quando sembra spegnersi, sotto la cenere restano braci vive: basta un soffio, un gesto sincero, e torna a brillare”.
Cosa ti manca di più dell’ultima estate?
“Il tempo che ho potuto dedicare ai miei figli, che spesso durante la vita frenetica che conduco durante l’anno manca”.
Cosa ti fa sentire a casa, ovunque tu sia?
“Ovunque io mi trovi, se la mia famiglia è con me, anche solo con un messaggio o in una foto sullo schermo, quel luogo diventa casa. Tendo a guardare sempre una foto o un video dei miei figli durante la giornata se non sono con me”.
Teresa ci lascia l’immagine di una professionalità solida, unita a una sensibilità profonda, capace di tenere insieme lavoro, famiglia ed emozioni senza mai perdere autenticità. Un falò acceso che scalda, illumina e continua a brillare, anche quando la giornata sembra farsi più intensa.
Alla prossima puntata di KIRANET People, per continuare a scoprire le storie che rendono speciale il nostro gruppo di lavoro.
(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio)