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Percorso mammella, il Pascale nel progetto BOOM per misurare il valore della cura

6 ottobre 2026 di
Percorso mammella, il Pascale nel progetto BOOM per misurare il valore della cura
Staff

In sanità l'idea che "ciò che non si misura non si può migliorare" non è nuova. Cambia invece il modo di misurare. Per molto tempo la qualità di un percorso oncologico è stata valutata quasi solo con parametri clinici. Oggi cresce la consapevolezza che il valore di una cura dipende anche da come è organizzata, da quanto costa, da quanto è integrata con il territorio e da come la vivono i pazienti. Il progetto BOOM, acronimo di Breast Outputs and Outcomes Monitoring, nasce da qui.

Chi partecipa

L'iniziativa è promossa dal VIMASS Research Lab del Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi (DISAQ) dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope. Coinvolge tre istituti oncologici di riferimento per il Sud Italia: l'IRCCS Istituto Nazionale Tumori "Fondazione G. Pascale" di Napoli, l'IRCCS CROB di Rionero in Vulture e l'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari. Ricerca accademica e strutture sanitarie collaborano su un terreno comune, quello del management dei percorsi di cura, con l'obiettivo di sperimentare insieme, innovare l'organizzazione e condividere metodi e risultati.

Un cruscotto unico per tre ospedali

Il cuore del progetto, che dura dodici mesi, è un cruscotto multidimensionale di indicatori di esito del percorso diagnostico-terapeutico della mammella. Viene progettato, implementato e testato in modo condiviso nei tre IRCCS. La scelta di uno strumento comune ha un significato preciso. Quando tre realtà adottano gli stessi criteri di misurazione, i dati diventano confrontabili e il confronto diventa occasione di apprendimento reciproco.

Il sistema mette in relazione gli outcome clinici con quelli economico-organizzativi. A questi si aggiungono altre dimensioni di analisi: la soddisfazione dei pazienti, il livello di digitalizzazione e l'integrazione tra ospedale e territorio. Ne risulta una rappresentazione strutturata del valore prodotto lungo tutto il patient journey, dalla diagnosi in poi. Non viene fotografato soltanto il singolo momento terapeutico.

Misurare per decidere meglio

L'impostazione è quella della Value-Based Healthcare, che definisce il valore come il rapporto tra gli esiti che contano per il paziente e le risorse impiegate per ottenerli. In questa prospettiva il cruscotto non è uno strumento di controllo, ma un supporto alle decisioni. I dati raccolti diventano informazioni utili per capire come funziona davvero il percorso, individuare i punti critici e orientare gli interventi di miglioramento, sia organizzativi sia assistenziali.

Al termine del progetto è previsto un report finale con i risultati raggiunti. Seguiranno attività di disseminazione, perché le evidenze prodotte possano essere utili anche oltre i tre istituti coinvolti.

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