Salute digitale in corsa: l'AI conquista medici e pazienti, ma la formazione è ancora indietro

3 giugno 2026 di
@kiranet.it

La sanità italiana sta vivendo una trasformazione digitale senza precedenti. Secondo i dati più recenti dell'Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, gli investimenti nel settore hanno raggiunto 2,7 miliardi di euro, segnando una crescita annua del 9%, sostenuta in larga parte dai fondi del PNRR.

Il fenomeno più rilevante riguarda l'adozione dell'Intelligenza artificiale generativa. Tra gli specialisti, l'utilizzo è più che raddoppiato nell'arco di un anno, passando da circa un quarto a oltre la metà dei professionisti. Tendenze simili si osservano tra i medici di famiglia e gli infermieri. Ancora più marcato il balzo tra i cittadini comuni: la quota di chi ricorre a strumenti di AI per questioni legate alla salute è triplicata, arrivando a oltre un terzo della popolazione.

Tuttavia, questa crescita rapida avviene in gran parte al di fuori di percorsi formativi strutturati. Solo una minoranza di medici ha ricevuto una formazione specifica sull'AI e appena il 2% degli specialisti dimostra competenze solide nelle aree chiave individuate dall'Osservatorio. Le lacune riguardano sia gli aspetti tecnici - come il riconoscimento dei contenuti generati artificialmente o la comprensione dei limiti dei modelli - sia quelli organizzativi e di responsabilità professionale. Meno della metà dei medici, ad esempio, è consapevole che verificare gli output prodotti dall'AI rientra nei propri doveri deontologici.

Sul versante dei pazienti, l'AI viene usata sempre più spesso per cercare risposte mediche in autonomia: quasi la metà di chi ha già utilizzato piattaforme generaliste come ChatGPT o Copilot lo ha fatto per tentare di diagnosticare sintomi, mentre oltre la metà dei pazienti le interroga per interpretare referti e risultati di esami clinici. Soluzioni dedicate specificatamente alla salute sono in arrivo, e una parte dei cittadini dichiara già interesse ad adottarle.

Sul piano infrastrutturale, i progressi sono tangibili. La cartella clinica elettronica è oggi presente nella grande maggioranza degli ospedali e viene utilizzata da oltre tre quarti degli specialisti del Servizio Sanitario Nazionale. Anche il Fascicolo Sanitario Elettronico registra un'adozione crescente, sebbene persistano difficoltà di integrazione tra i diversi sistemi informativi aziendali. La telemedicina, pur avendo completato la fase di sviluppo delle piattaforme regionali previste dal PNRR, non ha ancora espresso pienamente il suo potenziale: le nuove infrastrutture sono operative ma ancora poco diffuse nella pratica quotidiana.

La cybersicurezza si conferma la priorità assoluta per le strutture sanitarie, seguita dai servizi digitali ai cittadini, dalla cartella clinica e dalla telemedicina. L'AI, invece, emerge come l'area di interesse strategico in più rapida crescita.

A fare da contrappeso alle prospettive positive c'è però una preoccupazione concreta: con il PNRR verso la conclusione, un terzo delle strutture teme che i progetti avviati possano subire rallentamenti o tagli per mancanza di risorse. La scarsità di fondi è già oggi la principale barriera all'innovazione dichiarata dagli operatori del settore.

Il messaggio degli esperti dell'Osservatorio è chiaro: costruire le infrastrutture era il primo passo, ma la vera partita si gioca ora sul piano culturale e organizzativo. Diffondere competenze, ripensare i processi e governare l'AI in modo etico e responsabile sono le sfide che determineranno se questa trasformazione produrrà benefici reali per il sistema sanitario e per i pazienti.


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