Sanità digitale: target PNRR raggiunti, ma servizi ancora da migliorare

24 febbraio 2026 di
@kiranet.it

(Fonte: Comunicato Stampa) Mentre si avvicina la scadenza finale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità, il quadro che emerge è misto: da un lato ci sono obiettivi formali raggiunti, dall’altro permangono dubbi sull’impatto reale per cittadini e operatori sanitari.

Secondo la Fondazione GIMBE, che monitora in maniera indipendente l’attuazione della Missione Salute, le principali scadenze europee legate alla digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) risultano rispettate al 31 dicembre 2025. Tuttavia, il raggiungimento “sulla carta” non si traduce automaticamente in servizi più accessibili o efficienti per gli utenti: la rendicontazione pubblica è frammentaria e i criteri di valutazione dell’effettivo utilizzo degli strumenti digitali restano poco chiari.

Finora, sono stati spesi circa 1,45 miliardi di euro, ottenendo quello che GIMBE definisce un “livello base” di digitalizzazione, lontano dagli ambiziosi obiettivi iniziali che prevedevano l’informatizzazione di 280 ospedali in tutto il Paese. Se da un lato il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è utilizzato da quasi il 95% dei medici di famiglia, la piena operatività del profilo sanitario sintetico – strumento che dovrebbe rendere accessibili tutti i dati clinici del paziente – è ancora limitata, e solo il 44% dei cittadini ha autorizzato la consultazione dei propri dati.

Il rischio evidenziato dagli esperti è che il rispetto dei target formali possa nascondere un progresso reale più lento e disomogeneo. La vera sfida, secondo GIMBE, non è rispettare le milestone per ottenere i finanziamenti europei, ma garantire trasparenza, efficacia e reale utilità dei servizi digitali. Senza una rendicontazione dettagliata, è difficile capire se gli investimenti stiano davvero migliorando la sanità per i cittadini.

Questo scenario si inserisce in un contesto più ampio: anche le riforme territoriali – come l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità – avanzano a rilento, con forti differenze tra le regioni e risultati ancora lontani dai target previsti.

La Fondazione GIMBE sottolinea che la digitalizzazione non deve essere un obiettivo fine a sé stesso, ma uno strumento per migliorare l’accesso, l’efficienza e la qualità dell’assistenza sanitaria. Con la scadenza di giugno 2026 alle porte, il compito di Governo, Regioni e ASL sarà trasformare le risorse del PNRR in servizi sanitari moderni, integrati e realmente fruibili dai cittadini.


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