Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II: tumore al seno e metastasi epatiche affrontati in un unico intervento

18 maggio 2026 di
@kiranet.it

(Fonte: Comunicato Stampa) Cinquantenne, un percorso oncologico già segnato da una prima mastectomia nel 2022, poi la scoperta - nel giugno 2025 - di un nuovo carcinoma mammario più aggressivo, già diffuso al fegato. Per Agnese, paziente dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, quello che sarebbe potuto diventare un lungo calvario di interventi separati si è trasformato in un'unica, straordinaria seduta operatoria.

Sette ore in sala. Tre équipe multidisciplinari coordinate. Un risultato clinico che ha consentito di affrontare simultaneamente il tumore primario e la lesione metastatica epatica, unendo in un solo tempo chirurgico la fase demolitiva e quella ricostruttiva.

Come si è svolto l'intervento

I chirurghi hanno dapprima eseguito una resezione epatica anatomica in laparoscopia, poi sono passati alla rimozione della mammella con conservazione del complesso areola-capezzolo, allo svuotamento del cavo ascellare e alla ricostruzione immediata con protesi. In parallelo, è stata ricostruita anche la mammella controlaterale, già asportata in precedenza.

A rendere possibile tutto ciò, la collaborazione tra tre unità operative: la Chirurgia epato-bilio-pancreatica e dei trapianti, diretta dal professor Roberto Troisi (con il professor Roberto Montalti e il dottor Mariano Giglio); la Chirurgia senologica, guidata dal professor Tommaso Pellegrino insieme ai dottori Enrico Araimo, Andrea Calandriello e Giovanni Fortunato dell'UOC diretta dal professor Mario Musella; la Chirurgia plastica e ricostruttiva, diretta dal professor Francesco D'Andrea, con il dottore Luigi Moccia. Il supporto anestesiologico è stato garantito dall'UOC guidata dal professor Giuseppe Servillo, con i dottori Andrea De Felice e Vera Cirillo.

Agnese è stata dimessa in buone condizioni già sette giorni dopo l'operazione.

La voce della paziente

“Ho scoperto nel giugno 2025 un tumore diverso all'altra mammella, molto più aggressivo e già esteso al fegato. In questo percorso non mi sono mai persa d'animo, mi sono affidata totalmente a Dio e alla scienza. Non bisogna avere paura, ma sempre sorridere alla vita”.

Il significato per la Federico II

Questo caso consolida la reputazione dell'AOU Federico II come centro di riferimento nazionale per il trattamento mininvasivo delle metastasi epatiche, rafforza la Breast Unit federiciana e conferma il valore di un modello organizzativo in cui oncologia, chirurgia e ricostruzione dialogano in modo integrato attorno al paziente.

“Un intervento che dimostra come presso la Federico II la presa in carico globale non sia uno slogan, ma un percorso concreto, sicuro e personalizzato anche nei casi di maggiore complessità”, ha dichiarato il direttore generale Elvira Bianco.


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