Non tutti hanno bisogno di sapere già dove stanno andando. C'è chi preferisce lasciare spazio alla curiosità, seguire ciò che accade e lasciarsi sorprendere da quello che ancora non conosce. Per Matilde Addonizio, forse, è proprio questo il bello: non avere sempre una risposta pronta, ma mantenere aperta la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
Nel suo percorso professionale questa curiosità trova una direzione precisa. Laureata in Ingegneria Biomedica e specializzata come Manager 4.0 in Sanità, Matilde oggi è Support Specialist per il progetto AOU Federico II, un ruolo che le permette di mettere in campo competenze tecniche, attenzione e desiderio di continuare a imparare.
Ma c'è anche una Matilde che, lontano dal lavoro, preferisce seguire il ritmo del momento: un libro, della musica, un aperitivo, il mare al tramonto o una serata davanti a un film. E poi c'è lo stadio, una passione che ha un valore ancora più speciale perché nasce da una tradizione condivisa con suo padre.
In questa nuova puntata di “KIRANET People: 5 minuti con…” proviamo a conoscere proprio la Matilde curiosa, autentica e sempre pronta a lasciare un po' di spazio all'inaspettato.
“Fuori dal lavoro sono una persona abbastanza tranquilla, ma guidata da una costante curiosità e dalla voglia di scoprire cose nuove. Amo godermi la vita reale: che sia per un aperitivo in compagnia delle persone a cui voglio bene, per una serata a letto guardando film e serie TV o per un momento rilassante in spiaggia, soprattutto al tramonto. E poi c'è lo stadio, una passione travolgente e una tradizione speciale che condivido da sempre con mio padre!”.
Qual è la prima cosa che fai appena hai un momento tutto per te?
“Non ho un'azione specifica da cui partire, preferisco lasciarmi guidare dall’istinto. Potrei scegliere il riposo totale, leggere un libro di Hawking o Bukowski, ascoltare musica oppure concedermi un buon aperitivo con i prodotti irpini. Dipende da quello che sento di aver bisogno in quel momento”.
C'è una fotografia che racconta un particolare importante della tua vita?
“Ad oggi non ho ancora una fotografia vera e propria che rappresenti un’occasione importante della mia vita. Ho sempre preferito fissare i momenti attraverso gli scatti della mia memoria, custodendoli dentro di me con grande nitidezza. Sono quelle le immagini che, più di ogni fotografia, raccontano davvero chi sono”.
C'è qualcosa che vorresti imparare a fare meglio, anche fuori dal lavoro?
“Non ho qualcosa di specifico in mente. Per natura sono molto curiosa, ma l'apprendimento per me deve nascere in maniera spontanea. Scelgo di dedicarmi a qualcosa di nuovo quando mi sento ispirata e coinvolta da qualcosa. Credo che sia proprio la curiosità a indicarmi, di volta in volta, la direzione da seguire”.
Se potessi tornare in un posto dove sei già stata, quale sceglieresti? E perché?
“Preferisco non tornare in posti già conosciuti: l'ignoto mi affascina molto più del già visto. L'unico ‘posto’ in cui tornerei è nell'abbraccio delle persone care che oggi non sono più qui”.
Se dovessi vivere per una settimana senza smartphone, quale sarebbe la cosa che ti mancherebbe di più?
“Sicuramente la possibilità di sentire e restare in contatto con la mia famiglia. Per il resto, penso che sarebbe quasi una buona occasione: meno schermo e più vita reale”.
Che cosa apprezzi subito in una persona?
“La sincerità, senza alcun dubbio. È un valore imprescindibile: non riesco a costruire un rapporto con chi non è trasparente e autentico. Credo che la sincerità sia il punto di partenza per qualsiasi relazione che abbia davvero valore”.
C'è qualcosa che fai nella vita privata che ti aiuta anche professionalmente?
“Cerco costantemente di tenermi aggiornata e di approfondire tematiche legate al mio settore, così da arricchire le mie competenze e poter dare un contributo sempre più solido e strutturato nel mio lavoro. La curiosità che coltivo nella vita privata, in fondo, è la stessa che mi spinge a non smettere di imparare anche professionalmente”.
Forse è proprio la curiosità il filo che attraversa il percorso di Matilde: verso ciò che ancora non conosce, verso le persone, verso le competenze da acquisire e verso le esperienze che la vita può ancora offrire. Una curiosità che non ha bisogno di programmi rigidi, perché trova valore anche nella libertà di lasciarsi guidare dal momento.
E poi ci sono quelle certezze che restano, come la famiglia, le persone care, il legame con il padre e quella voglia di vivere la “vita reale” che ritorna nelle sue parole. È un equilibrio tra scoperta e radici, tra il desiderio di andare verso ciò che non si conosce e la necessità di avere sempre un luogo umano in cui tornare.
Con questa nuova storia si aggiunge un altro tassello a “KIRANET People: 5 minuti con…”: un viaggio tra professionisti diversi per esperienze, passioni e carattere, ma accomunati dalla voglia di crescere e dare il proprio contributo.
Alla prossima puntata.
(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio)