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KIRANET People · Un collega mi ha insegnato… / Raffaele Lucca: “Leopoldo mi ha insegnato che, per arrivare lontano, bisogna saper rallentare”

13 ottobre 2026 di
KIRANET People · Un collega mi ha insegnato… / Raffaele Lucca: “Leopoldo mi ha insegnato che, per arrivare lontano, bisogna saper rallentare”
Staff

Dopo aver inaugurato il nuovo percorso di KIRANET People, Leopoldo Beneduce passa il testimone a Raffaele Lucca, Dev-OPS Coordinator della Solution Development Area. Continua così il nostro viaggio tra le relazioni professionali che lasciano il segno, le esperienze condivise e gli insegnamenti che, nel tempo, entrano a far parte del nostro modo di lavorare.

La storia di Raffaele parte da una convinzione che, soprattutto in un settore tecnologico in continua evoluzione, può sembrare controcorrente: per raggiungere un obiettivo ambizioso, non sempre bisogna accelerare. A volte è necessario fermarsi, fare chiarezza e individuare il prossimo passo.

Il collega da cui ha imparato questa lezione è proprio Leopoldo, protagonista della prima puntata. Un passaggio del testimone che ci permette di scoprire una nuova prospettiva sulla stessa persona e sul valore degli insegnamenti che nascono dalla collaborazione quotidiana.

Leopoldo ha scelto te. Che effetto ti fa?

“Mi fa molto piacere”.

Poche parole per accogliere con entusiasmo il testimone e dare continuità alla catena di KIRANET People. Ora tocca a Raffaele raccontarci quale collega gli abbia trasmesso qualcosa di significativo e quale insegnamento continui ad accompagnarlo nel suo percorso professionale.

Chi è il collega di KIRANET da cui hai imparato qualcosa che ancora oggi ti accompagna?

“Proprio Leopoldo”.

È significativo che anche nella seconda puntata il protagonista sia Leopoldo: questa volta, però, a emergere non è l’aspetto professionale, ma un insegnamento concreto che Raffaele ha fatto proprio.

Che cosa ti ha insegnato?

“A fare le cose passo dopo passo, senza avere fretta o puntare a un obiettivo troppo in alto rispetto allo stato dell'arte. Porsi obiettivi vicini, come gradini”.

Una lezione che invita a guardare gli obiettivi da una prospettiva diversa. Avere una meta ambiziosa è importante, ma lo è altrettanto capire da dove si parte, valutare ciò che è concretamente possibile fare e individuare le tappe necessarie per avvicinarsi al risultato.

Procedere per gradini significa costruire basi solide, verificare ciò che funziona e affrontare ogni fase con maggiore consapevolezza. Non si tratta di ridimensionare le proprie ambizioni, ma di trasformarle in un percorso realizzabile, un passo alla volta.

C'è una situazione che rappresenta questo insegnamento?

“Ogni volta che voglio aggiungere nuove automazioni, lui mi ferma per assicurarsi che il processo da automatizzare sia chiaro e limpido in ogni sua fase. La sua frase è: ‘Non dobbiamo arrivare subito sulla Luna’”.

È nella quotidianità lavorativa che l'insegnamento di Leopoldo prende forma. Quando si tratta di introdurre nuove automazioni, l'entusiasmo per una possibile soluzione non deve far perdere di vista una domanda fondamentale: il processo che vogliamo automatizzare è davvero chiaro?

Prima di automatizzare, è necessario conoscere ogni fase del processo e comprenderne il funzionamento. Solo così una nuova soluzione può rispondere a un'esigenza reale e poggiare su basi solide.

La frase di Leopoldo racchiude questa filosofia con immediatezza: non serve voler raggiungere subito la Luna se prima non abbiamo costruito i gradini necessari per arrivarci.

C'è una caratteristica di Leopoldo che ammiri particolarmente?

“La lungimiranza in ogni scelta che prende”.

Saper rallentare, in questa prospettiva, non significa rinunciare all'ambizione o procedere senza una direzione. Al contrario, significa guardare più lontano, valutare le conseguenze delle proprie decisioni e non lasciarsi guidare soltanto dall'urgenza del momento.

La lungimiranza si esprime anche nella capacità di distinguere ciò che è possibile fare subito da ciò che è opportuno fare davvero. Una qualità importante nel lavoro di squadra, dove le scelte di oggi possono influenzare il modo in cui si svilupperanno i progetti di domani.

Se potessi lasciargli un messaggio attraverso questa rubrica, cosa gli diresti?

“Grazie per avermi fatto capire l'importanza di rallentare”.

Un ringraziamento semplice, che riassume il senso di questa storia. Perché non sempre si impara attraverso una lezione esplicita: a volte è il modo in cui un collega affronta il lavoro, le domande che ci invita a porci o il suo invito a non avere fretta a trasmetterci qualcosa di importante.

Sono questi gesti quotidiani a lasciare il segno: ci aiutano a riconsiderare le nostre abitudini e a scoprire prospettive diverse per affrontare le sfide professionali.

A chi passi il testimone e perché?

“A Guillhelme De Melo Toledo, che è un ragazzo davvero in gamba e a cui voglio dare il benvenuto in azienda passando il testimone”.

La catena prosegue con una scelta che guarda al futuro. Raffaele affida la prossima puntata a un collega che desidera accogliere e coinvolgere, trasformando il passaggio del testimone anche in un'occasione di benvenuto e condivisione.

Perché entrare in una nuova realtà professionale significa iniziare a costruire relazioni, raccogliere esperienze e scoprire quanto si possa imparare dalle persone che ci circondano.

Leopoldo Beneduce → Raffaele Lucca → Guillhelme De Melo Toledo → …

La seconda puntata di «Un collega mi ha insegnato…» ci lascia una lezione preziosa: avere grandi obiettivi non significa doverli raggiungere tutti subito. A volte, per andare lontano, bisogna fermarsi a capire dove siamo, individuare il prossimo passo e costruire con attenzione ciò che verrà dopo.

Ora il testimone passa a Guillhelme. Quale collega ha contribuito al suo percorso? E quale insegnamento sceglierà di condividere con noi?

Lo scopriremo nella prossima puntata di KIRANET People.

 

 

(L’intervista è stata realizzata da Ignazio Riccio)

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