Giovedì 15 ottobre, l’inserto Salute di la Repubblica ha dedicato un ampio approfondimento agli screening oncologici in Campania: mammografia, ricerca del sangue occulto per il tumore del colon-retto, Pap test e HPV test per la cervice uterina. Tre esami che, se eseguiti con regolarità sulla popolazione asintomatica, permettono di individuare la malattia nelle fasi iniziali e di ridurre mortalità e complicanze.
Nel fare il punto sulla situazione regionale, l’articolo individua due realtà che hanno raggiunto risultati di eccellenza: l’ASL Napoli 2 Nord e l’ASL Benevento. Il quotidiano spiega anche il motivo del successo: entrambe le aziende si sono distinte grazie a un sistema avanzato di comunicazione e a piattaforme informatiche di ultima generazione.
Per noi questo passaggio ha un significato preciso. Quelle piattaforme e quei servizi sono il terreno su cui KIRANET lavora ogni giorno, al fianco di entrambe le ASL. Il giornale non ci nomina, ed è giusto così: il merito dei risultati di salute va prima di tutto ai professionisti sanitari e alle donne e agli uomini che rispondono all’invito alla prevenzione. Vedere riconosciuto su una testata nazionale il ruolo decisivo della tecnologia ci conferma però che stiamo andando nella direzione giusta.
L’articolo mette in luce un altro aspetto. Uno screening funziona solo se l’invito arriva alla persona giusta, al momento giusto, e se l’esito viene comunicato in modo rapido e chiaro: una mail se il referto è negativo, una telefonata se servono approfondimenti, la presa in carico senza liste d’attesa. Ogni passaggio di questa catena dipende dalla qualità dei dati e degli strumenti che li gestiscono. È proprio qui che la sanità digitale smette di essere un concetto astratto e diventa vite salvate.
La Repubblica riporta anche la voce di Paolo Delrio, direttore di Chirurgia oncologica del Pascale. Delrio ricorda che la sensibilizzazione è ancora insufficiente e che la lettera d’invito, da sola, raggiunge poche persone. Serve un’informazione capillare, soprattutto nelle aree a maggior rischio. È una sfida che riguarda anche noi: la tecnologia deve aiutare a raggiungere tutti, non soltanto chi è già informato.
Un ringraziamento va a tutti i colleghi che, dal supporto in sede agli specialist sul campo, rendono possibile questo lavoro. Quando un quotidiano nazionale cita i risultati delle “nostre” ASL, una parte di quel riconoscimento appartiene anche a voi.
Fonte: “Quegli esami che possono salvare la vita”, la Repubblica – Salute, 15 ottobre 2026, p. 7.