L'Intelligenza artificiale entra nella sanità europea: l'82% dei cittadini è favorevole al suo utilizzo

14 luglio 2026 di
@kiranet.it

(Fonte: Comunicato Stampa) L'Intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà sempre più presente nella gestione della salute degli europei. È quanto emerge dallo STADA Health Report 2026, l'indagine indipendente condotta in 20 Paesi europei che fotografa l'evoluzione del rapporto tra cittadini, tecnologie digitali e sistemi sanitari.

Secondo il rapporto, l'82% degli europei si dichiara favorevole a un ruolo dell'IA nella propria assistenza sanitaria, mentre il 55% la utilizza già per attività legate alla salute. Dalla ricerca di informazioni al supporto nella prevenzione, fino al monitoraggio delle condizioni cliniche, l'Intelligenza artificiale sta diventando uno strumento sempre più integrato nella quotidianità delle persone.

L'apertura verso queste tecnologie è significativa anche sul fronte della condivisione dei dati: il 43% degli intervistati sarebbe disposto a rendere accessibile la propria cartella clinica all'IA per migliorare diagnosi, prevenzione e trattamenti, mentre quasi un europeo su due (49%) afferma di fidarsi, o sarebbe disposto a fidarsi, di una diagnosi supportata dall'Intelligenza artificiale.

Il crescente utilizzo dell'IA si inserisce in un contesto in cui i cittadini assumono un ruolo sempre più attivo nella gestione della propria salute. Il 78% ritiene di essere in grado di prendersi cura del proprio benessere, il 94% ricorre all'automedicazione per alcuni disturbi e l'85% utilizza dispositivi o strumenti digitali per monitorare il proprio stato di salute.

Nonostante questa forte apertura all'innovazione, il rapporto evidenzia come la fiducia continui ad avere un volto umano. Il 77% degli europei considera il medico di base il principale punto di riferimento per le decisioni sanitarie, mentre il 57% indica il farmacista come figura di fiducia. L'Intelligenza artificiale viene quindi percepita soprattutto come uno strumento di supporto, utile per semplificare attività amministrative, organizzare appuntamenti, monitorare patologie croniche e assistere gli operatori sanitari, senza sostituirne il ruolo.

Anche le aspettative nei confronti dei professionisti della salute stanno cambiando. Il 41% degli europei si aspetta una maggiore diffusione dei consulti digitali e da remoto, mentre molti vedono medici e farmacisti sempre più impegnati nell'interpretare le informazioni generate dalle nuove tecnologie e nel guidare i pazienti in un ecosistema sanitario sempre più digitale.

Come sottolinea Peter Goldschmidt, Ceo di STADA, il modello sanitario europeo sta evolvendo rapidamente: i cittadini non sono più semplici pazienti, ma protagonisti attivi che integrano strumenti digitali, competenze professionali e iniziative personali nella gestione della propria salute. In questo scenario, l'Intelligenza artificiale non sostituisce il rapporto umano, ma lo affianca, contribuendo a rendere l'assistenza sanitaria più accessibile, personalizzata ed efficiente.

 


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